FU UNO TRA I PIÙ GRANDI NATURALISTI DEL SEDICESIMO SECOLO

Il sogno di Ulisse Aldrovandi in mostra a Roma

Da venerdì 22 marzo a domenica 21 luglio 2024, la Sala della Balena del Museo civico di zoologia di Roma ospiterà la mostra “Oltre lo spazio, oltre il tempo. Il sogno di Ulisse Aldrovandi”, un intreccio di arte e scienza, curiosità e scoperta, realtà e fantasia. Tra gli oggetti esposti, anche strumenti, immagini e video astronomici provenienti dalle sedi di Bologna e Roma dell’Istituto nazionale di astrofisica

     21/03/2024

Crediti: Fondazione Golinelli, Sma/Unibo

Da venerdì 22 marzo a domenica 21 luglio 2024, la Sala della Balena del Museo civico di zoologia di Roma ospiterà la mostra “Oltre lo spazio, oltre il tempo. Il sogno di Ulisse Aldrovandi”, un intreccio di arte e scienza, curiosità e scoperta, realtà e fantasia. Prodotta da Fondazione Golinelli e Sistema museale di ateneo dell’Università di Bologna, la mostra è realizzata con la collaborazione dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), che ha fornito oggetti e strumenti astronomici.

“Oltre lo spazio, oltre il tempo. Il sogno di Ulisse Aldrovandi” gode di una cornice d’eccezione, incastonata tra gli scheletri dei dinosauri e i barriti degli elefanti del vicino Bioparco. Cosa c’entri in tutto questo lo spazio e l’astrofisica lo si scopre solo seguendo il percorso espositivo, in un viaggio immaginario tra passato e futuro che parte dal mondo conosciuto per tratteggiarne altri, infiniti, ancora sconosciuti.

Il binomio arte e scienza

La mostra nasce e si snoda sullo stimolante binomio arte-scienza e gravita attorno alla figura di Ulisse Aldrovandi, uno dei più grandi naturalisti del sedicesimo secolo, al quale lo scorso anno è stata dedicata la prima edizione della mostra, realizzata al Centro arti e scienze Golinelli di Bologna. 

Nel percorso espositivo si riconoscono le due anime del naturalista bolognese: c’è lo scienziato, scrupoloso osservatore della realtà, e c’è l’artista, che si spinge a immaginare scenari destinati, con il progredire della scienza, a diventare la nuova realtà. Arte e scienza si tengono per mano nel suggestivo allestimento realizzato da diverserighestudio, che fonde opere d’arte, oggetti e reperti delle collezioni museali romane e bolognesi a exhibit tecnico-scientifici immersivi e interattivi, fino a strumenti, immagini e video astronomici, provenienti dalle due sedi Inaf di Bologna (Oas) e Roma (Iaps) e dall’Agenzia spaziale europea (Esa). 

Fra gli oggetti esposti, qui in primo piano uno dei modelli di qualifica delle antenne a 30 GHz del telescopio spaziale Planck dell’Esa. Crediti: F. Villa/Inaf

Il percorso espositivo

All’inizio della mostra i visitatori potranno rivivere, con un salto nel metaverso, l’esperienza allestita un anno fa nel Centro arti e scienze di Bologna. Tra sculture, installazioni e quadri di epoche diverse e celebri artisti, l’apertura del percorso espositivo coincide con l’ingresso dell’umanità nella storia e accompagna i visitatori attraverso l’epoca della rivoluzione scientifica, tappa cruciale che ha consentito all’uomo di aprirsi alla modernità e sfruttare le infinite possibilità che conoscenza e immaginazione, e di nuovo arte e scienza, gli offrono.

La riproduzione dello studio “ideale” di Aldrovandi è una vera e propria stanza delle meraviglie, con tavole acquerellate, dipinti d’epoca, opere contemporanee a sfondo naturalistico e trattati su mostri e prodigi soprannaturali. 

Solo qualche passo avanti nella mostra per ritrovarsi diversi passi più in là nel futuro. Grazie alla realtà virtuale i visitatori potranno infatti scoprire le recenti frontiere interplanetarie raggiunte dall’uomo, sperimentare alcune delle condizioni in cui l’umanità si troverà a vivere in un futuro non troppo lontano e perfino scoprire gli odori dell’universo tramite particolari installazioni olfattive. Una collezione di oggetti e opere d’arte, speculare a quella dello studio di Aldrovandi, porterà il pubblico a interrogarsi sul destino dell’umanità e su un futuribile, ma sempre più possibile, viaggio verso altri mondi.

Fabrizio Villa (Inaf, a sx) con uno dei curatori della mostra, Antonio Danieli (Fondazione Golinelli, a dx). Crediti: Fondazione Golinelli, Sma/Unibo

Il contributo Inaf 

Anche l’universo è una grande stanza delle meraviglie, come quella che Aldrovandi aveva iniziato a sognare ed esplorare e che gli astrofisici costruiscono ogni giorno con dati e immagini dello spazio. Nel percorso espositivo i materiali e i contributi dell’Inaf proietteranno i visitatori dal “qui e ora” verso un viaggio fino agli albori dell’universo e in mondi inesplorati. «Tra lo spazio e il tempo c’è l’astrofisica», dice Fabrizio Villa, responsabile dei contenuti Inaf Oas per la mostra. «Abbiamo voluto inserire come oggetti espositivi alcune tecnologie di frontiera utilizzate a bordo del satellite Planck dell’Esa, proprio per testimoniare la capacità dell’uomo di arrivare lontano nello spazio e indietro nel tempo. È importante che in questo viaggio di scoperta noi scienziati rimaniamo un po’ sognatori, guardando al passato con un piede nel futuro, come Aldrovandi ci ha insegnato».

«Pensando al futuro è inevitabile parlare di esplorazione spaziale», aggiunge Livia Giacomini, responsabile dei contenuti Inaf Iaps per la mostra. «Siamo nel secolo della corsa verso altri pianeti e gli astrofisici di oggi sono gli esploratori dell’universo. I campioni analoghi marziani presenti nella mostra provengono da veri e propri laboratori a cielo aperto in diverse parti del mondo, che sono uno specchio sulla Terra di altri mondi affascinanti e misteriosi«. 

O mostruosi, come avrebbe detto Ulisse Aldrovandi.

Guarda il trailer della mostra: