DATI E STRUMENTI DI MAPPATURA A DISPOSIZIONE DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA

Quanto è spessa la regolite lunare?

Un nuovo studio della Brown University ha mappato lo spessore della regolite lunare analizzando più di 300 crateri da impatto relativamente recenti. I dati confermano uno strato medio di sei metri negli altipiani e di quattro nei mari: un’informazione chiave per la pianificazione delle future basi lunari. Tutti i dettagli su Planetary Science Journal

IL NUOVO VALORE IN LINEA CON QUELLO DELLE METEORITI

Argento nel Sole, ce n’è più di quanto si pensava

I ricercatori dell’Università di Uppsala hanno calcolato che il Sole contiene il 55 percento in più di argento rispetto a quanto stimato in precedenza. I risultati si basano su una modellizzazione più realistica dell’atmosfera solare e risolvono un annoso problema relativo alla mancanza di argento nel Sistema solare. Tutti i dettagli su A&A

LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Buco nero a due colori

Un team di ricercatori guidato dall’Osservatorio astronomico di Shanghai, e del quale fa parte anche Rocco Lico dell’Istituto nazionale di astrofisica, ha studiato la fisica del plasma del buco nero al centro di M87 grazie a immagini a doppia frequenza ottenute con Eht e il Global Millimeter Vlbi

SCOVATE CON IL JAMES WEBB SPACE TELESCOPE

Fabbriche di polvere dell’universo primordiale

Uno studio guidato dall’Istituto nazionale di astrofisica, basato sulle osservazioni della galassia nana Sextans A compiute con il telescopio spaziale James Webb, rivela come le stelle giganti nelle fasi finali della loro evoluzione siano in grado di produrre polvere cosmica anche in ambienti estremamente poveri di metalli, analoghi a quelli delle prime galassie dell’universo

UN VIAGGIO NEL PRESENTE TRA SCIENZA E FILOSOFIA

Apophis, un romanzo oltre l’impatto

Apophis, un astrofisico e un’anomalia del tempo. In “2036. Il tempo veloce. Quanto manca?”, Giorgio Tacconi costruisce un romanzo in cui la scienza diventa il punto di partenza per esplorare temi che vanno ben oltre l’astronomia. Lo abbiamo letto e commentato con l’autore

KARL-HEINZ MACK, 31 LUGLIO 1966 – 10 LUGLIO 2026

Grazie di tutto, Karl-Heinz

Venerdì 10 luglio 2026 è venuto a mancare Karl-Heinz Mack, primo ricercatore all’Istituto di radioastronomia dell’Inaf a Bologna, esperto di radiogalassie e getti relativistici nonché scienziato di riferimento nella tutela tecnologica dei radiotelescopi nazionali e nello sviluppo dei sistemi osservativi per i single dish dell’Inaf. Lo ricordano oggi su Media Inaf studenti e colleghi

LO STUDIO SU MONTHLY NOTICES OF THE ROYAL ASTRONOMICAL SOCIETY

Quattro pianeti aridi e geologicamente morti

I quattro pianeti rocciosi della Stella di Barnard hanno masse comprese tra quelle di Marte e della Terra. A causa delle intense radiazioni stellari e di un’età di dieci miliardi di anni, questi mondi hanno perso la loro atmosfera primordiale e non avrebbero calore sufficiente per attivare il vulcanismo. I pianeti della Stella di Barnard sarebbero quindi corpi geologicamente morti, aridi e privi di aria