L’ARTICOLO È PUBBLICATO SU NATURE ASTRONOMY

Terra e Marte non sono cresciuti allo stesso modo

Uno studio basato sull’analisi della devolatilizzazione – in particolare sul confronto delle abbondanze chimiche di sodio, zinco e potassio – nelle rocce di Terra e Marte suggerisce che i processi di crescita dei due mondi siano stati molto differenti: prevalentemente attraverso l’accrescimento di ciottoli nel caso della Terra, a seguito di una successione di collisioni con planetesimi nel caso di Marte

IN ATTESA DELL’OK PER INIZIARE LA FASE FINALE DI COSTRUZIONE

Discesa agli inferi per DaVinci: test fino a 465 °C

Il modello ingegneristico della sonda di discesa della missione DaVinci della Nasa ha superato un test che prevedeva di sottoporla a vari cicli di calore della durata di un’ora per simulare le condizioni atmosferiche di Venere durante la sua futura discesa sul pianeta

L’IMMAGINE DEL MESE DI ESA/WEBB

Galassie nella casa degli specchi

Una nuova immagine di Jwst mostra un ammasso di galassie che agisce da lente gravitazionale, deformando e moltiplicando le immagini di galassie molto più lontane. Tra queste, un gruppo di galassie nel pieno di una fusione, risalente a due miliardi di anni dopo il Big Bang. Rispetto a Hubble, Webb rivela centinaia di galassie in più, grazie alla sua sensibilità alla luce infrarossa

NUOVE STRATEGIE DI COMUNICAZIONE DELLA SCIENZA SUI SOCIAL MEDIA

Tute rosa nello spazio

Uno studio pubblicato oggi su JCom analizza le strategie comunicative di tre astronaute e influencer scientifiche, mostrando come sia possibile raccontare la scienza e immaginare nuovi modelli di riferimento. Tra divulgazione, ricerca, vita privata e cultura pop, i social diventano uno spazio in cui contrastare gli stereotipi di genere e proporre percorsi diversi verso le carriere scientifiche

GAS GIÀ ARRICCHITO AD APPENA 500 MILIONI DI ANNI DAL BIG BANG

Galassie al lavoro nell’universo bambino

Le osservazioni del telescopio James Webb mostrano che la produzione e la redistribuzione degli elementi pesanti sono cominciate molto presto: ossigeno, carbonio e silicio erano già presenti nel gas associato ad alcune galassie quando l’universo aveva appena qualche centinaio di milioni di anni. Lo studio su Nature Astronomy

OSSERVATI CON I RADIOTELESCOPI INAF SRT (SAN BASILIO) E GRT (MEDICINA)

Così appaiono i buchi coronali nelle onde radio

Uno studio coordinato da Marco Marongiu dell’Inaf di Cagliari, pubblicato lo scorso agosto su Solar Physics, analizza in modo inedito uno dei fenomeni solari più vasti e appariscenti, quello dei buchi coronali, scoprendo che osservarli in banda K (18-26 GHz) produce risultati inaspettati se confrontati con le osservazioni in ultravioletto

SEGUITA ANCHE CON I TELESCOPI DELL’OSSERVATORIO DI ASIAGO DELL’INAF

Ultimi singulti di una stella prima dell’esplosione

Osservata a partire da meno di 24 ore dall’esplosione, la supernova Sn 2020able offre una rara fotografia degli ultimi mesi di vita di una stella massiccia. Lo studio, guidato da Leonardo Tartaglia dell’Inaf d’Abruzzo e pubblicato su Astronomy & Astrophysics, rivela un ambiente circumstellare stratificato e un’interazione con il gas circostante molto più breve di quanto si pensasse