I centauri sono planetoidi che si ritiene abbiano avuto origine nella fascia di Kuiper, nel Sistema solare esterno. A volte presentano caratteristiche simili a comete, come chioma e coda – nubi di particelle di polvere e gas – anche se orbitano in una regione tra Giove e Nettuno dove è troppo freddo perché l’acqua possa sublimare (ossia riesca a passare direttamente dallo stato solido a quello gassoso).
Sono 18 i centauri attivi scoperti dal 1927 e buona parte di loro è ancora poco conosciuta. Scoprire l’attività sui centauri è una vera sfida osservativa perché sono deboli, richiedono molto tempo al telescopio e sono rari.
Un team di astronomi, guidato da Colin Chandler della Northern Arizona University, all’inizio di quest’anno ha annunciato la scoperta di una certa attività proveniente dal centauro 2014 OG392 – un oggetto planetario trovato per la prima volta nel 2014 – e ora il gruppo ha pubblicato i risultati dello studio su The Astrophysical Journal Letters.
Studio, il loro, che ha richiesto lo sviluppo di un algoritmo di ricerca nel database per individuare le immagini d’archivio del centauro in questione, nonché una campagna di osservazione di follow-up. «Il nostro articolo riporta la scoperta dell’attività proveniente dal centauro 2014 OG392, sulla base delle immagini d’archivio che abbiamo trovato», spiega Chandler, «più le nostre nuove osservazioni acquisite con la Dark Energy Camera, presso l’Osservatorio di Cerro Tololo, in Cile, il Walter Baade Telescope all’Osservatorio di Las Campanas in Cile e il Large Monolithic Imager, al Telescopio Discovery Channel del Lowell Observatory a Happy Jack, in Arizona».
«Abbiamo rilevato una chioma fino a 400mila chilometri da 2014 OG392», riferisce Chandler, «e la nostra analisi dei processi di sublimazione e della vita dinamica suggerisce che l’anidride carbonica e/o l’ammoniaca siano i candidati più probabili in grado di causare l’attività su questo e altri centauri attivi. Abbiamo sviluppato una nuova tecnica», continua Chandler, «che combina misurazioni osservative – ad esempio colore e massa della polvere – con tentativi di modellazione per stimare caratteristiche come la sublimazione dell’oggetto e la dinamica orbitale».
Come risultato della scoperta del team, il centauro è stato recentemente riclassificato come cometa e sarà noto come C/2014 OG392 (Panstarrs).
«Sono molto entusiasta che il Minor Planet Center abbia assegnato una nuova designazione di cometa che si addice all’attività che abbiamo riscontrato su questo insolito oggetto», conclude Chandler, che questa settimana presenterà i risultati del team al meeting 2020 della 52a Division for Planetary Sciences (Dps) dell’American Astronomical Society (Aas).
Per saperne di più:
- Leggi su The Astrophysical Journal Letters l’articolo “Cometary Activity Discovered on a Distant Centaur: A Nonaqueous Sublimation Mechanism” di Colin Orion Chandler, Jay K. Kueny, Chadwick A. Trujillo, David E. Trilling e William J. Oldroyd