La “spirale blu” immortalata la sera del 24 marzo 2025 dall’Osservatorio astronomico della Regione autonoma Valle d’Aosta (cliccare per ingrandire). Crediti: Luca Montani/Ic Villasanta (MB); Spazio allo Spazio
Lunedì 24 marzo l’Osservatorio astronomico della Regione autonoma Valle d’Aosta accoglieva la visita della classe 1E della scuola secondaria di primo grado “E. Fermi” dell’Istituto comprensivo Villasanta, in provincia di Monza Brianza. Quando la ricercatrice Martina Giagio ha scoperto i telescopi della Terrazza didattica, facendo scorrere la copertura mobile, tutte e tutti sono rimasti a bocca aperta.
«All’inizio ho pensato che stessi sognando: una gigantesca spirale, chiaramente visibile a occhio nudo, era sospesa in cielo sopra la cupola del telescopio principale dell’Osservatorio Astronomico», racconta Giagio. «La spirale si muoveva lentamente, ma nettamente, da nord verso est. Al centro si vedeva un punto luminoso, come quelli dei satelliti artificiali. Dopo qualche minuto, è scomparsa».
Il fenomeno, osservato in varie zone d’Europa, è stato causato dai gas esausti espulsi in alta quota dal secondo stadio di un razzo vettore Falcon 9 dell’azienda privata SpaceX, lanciato poche ore prima dagli Stati Uniti.
«La nostra scuola porta avanti da più di quindici anni il progetto didattico Spazio allo Spazio, che utilizza il fascino del cielo e del cosmo per introdurre concetti importanti come il rispetto delle differenze, l’equità, l’inclusione», spiega Luca Montani, docente dell’Ic Villasanta. «Abbiamo fatto tante visite all’Osservatorio astronomico a Saint-Barthélemy, ammirando al telescopio la Luna, i pianeti, le stelle, le nebulose, abbiamo visto spesso a occhio nudo i passaggi della Stazione spaziale internazionale, ma non avevamo mai visto una cosa del genere. Ragazze e ragazzi erano esaltati, e anch’io!».
L’’inatteso spettacolo celeste sarà l’occasione per riflettere in classe proprio sui temi del progetto Spazio allo Spazio. «Quanto inquinano i voli spaziali? Quanti parti di razzi orbitano attorno alla Terra? Ciò che abbiamo visto lunedì sera», aggiunge Montani, «conferma che queste domande non sono solo per gli esperti, ma influenzano la nostra vita quotidiana».
«La località di Saint-Barthélemy è stata certificata cinque anni fa come il primo Starlight Stellar Park in Italia per come si vedono ancora bene le stelle», conclude Giagio. «La spirale in cielo, affascinante, ci ricorda che quello che capita lassù, siano processi naturali oppure prodotti dall’essere umano, ci riguarda da vicino».