CON UN COMMENTO DI LORENZO PINO DELL’INAF DI ARCETRI

Wasp-121b nel mirino di Igrins

L’esopianeta gioviano ultra-caldo Wasp-121b potrebbe essersi formato molto più vicino alla sua stella di quanto si ritenesse possibile finora. Questa scoperta è il risultato delle analisi della sua atmosfera planetaria effettuate con lo spettrometro Igrins installato al telescopio Gemini Sud. I risultati dello studio sono stati pubblicati su The Astronomical Journal

LA POTENZA SPRIGIONATA È PARI AD ALMENO 80 TERAWATT

Io dà spettacolo con un’eruzione senza precedenti

Durante il flyby del 27 dicembre scorso della sonda Juno della Nasa attorno alla luna gioviana, lo strumento italiano Jiram ha registrato un’intensa attività vulcanica proveniente da un hot spot situato nell’emisfero meridionale. Alessandro Mura (Inaf): «Si tratta della più intensa eruzione vulcanica mai registrata su Io»

IL CIELO DEL MESE DI FEBBRAIO 2025

Venere e lo scambio di doni dei Gemelli

Con Venere che dà spettacolo all’imbrunire verso sud-ovest e che si appresta a diventare una sottile falce, non perdiamo l’osservazione anche di altri pianeti. Soprattutto di Giove e Marte, quest’ultimo attore di una bellissima congiunzione con la Luna nella costellazione dei Gemelli

ROMA, 24 OTTOBRE 1943 – BALTIMORA, 25 GENNAIO 2025

In ricordo di Nino Panagia

Astrofisico noto per i suoi studi nel campo delle supernove, delle stelle massicce, del mezzo interstellare e della formazione stellare, Nino Panagia è venuto a mancare la settimana scorsa. Lo ricordano oggi su Media Inaf Massimo Della Valle, Guido De Marchi, Monica Tosi, Carla Cacciari, Sergio Campana, Salvo Scuderi e Alvio Renzini

SI TRATTA DI UNO SCENARIO SIMILE A QUELLO DI APOPHIS NEL 2004

Asteroide 2024 YR4, la storia si ripete

Un asteroide di classe Tunguska, 2024 YR4, ha una probabilità di poco superiore all’un per cento di colpire la Terra il 22 dicembre 2032. Lo abbiamo ripreso anche dall’Osservatorio di Loiano. Nel 99 per cento dei casi non accadrà niente e il tutto si risolverà con un passaggio ravvicinato alla Terra, ma gli astronomi stanno cercando di eliminare anche quell’un per cento di probabilità. Facciamo il punto della situazione

LA RICERCA SU THE PLANETARY SCIENCE JOURNAL

La Luna è meno morta di quel che sembra

Un team di ricercatori dello Smithsonian Institution e dell’Università del Maryland ha scoperto 266 piccole creste sulla faccia nascosta della Luna. La loro formazione, datata a 200 milioni di anni fa, potrebbe essere legata all’attività sismica lunare. Studiare la geologia del nostro satellite è fondamentale per le future missioni spaziali sul nostro satellite

OTTENUTE CON LO SPETTROGRAFO MUSE

Ragnatela cosmica, ecco le immagini in HD

Grazie a uno studio guidato dall’Università di Milano-Bicocca, sono state ottenute le prime immagini del filamento cosmico – risalente a quando l’universo aveva solo due miliardi di anni – che unisce due galassie in formazione. Alla ricerca ha preso parte anche Valentina D’Odorico dell’Inaf di Trieste. Il risultati sono stati pubblicati su Nature Astronomy