OSSERVATORI ASTRONOMICI IN ROSSO PER IL 25 NOVEMBRE

L’Inaf nella Giornata contro la violenza sulle donne

Lunedì prossimo anche l’Istituto nazionale di astrofisica proverà a contribuire al contrasto della violenza di genere proponendo iniziative, momenti di aggregazione e di riflessione nelle varie sedi sul territorio italiano in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

LO STUDIO È PUBBLICATO SU ASTRONOMY AND ASTROPHYSICS

eRosita svela la materia barionica mancante

Un team di scienziati del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics ha fatto luce su una delle componenti più sfuggenti dell’universo: il mezzo intergalattico caldo-tiepido, o Whim. Questa forma “fantasma” di materia ordinaria, ipotizzata da tempo e rilevata dal team, si ritiene rappresenti una parte significativa dei barioni mancanti nell’universo. Con un commento di Vittorio Ghirardini di Inaf Bologna

RITRATTA DAL VERY LARGE TELESCOPE INTERFEROMETER DELL’ESO, IN CILE

Ecco la stella d’un’altra galassia vista da vicino

Ottenuta per la prima volta un’immagine ricca di dettagli di una stella al di fuori della nostra galassia. La stella si chiama Woh G64, si trova nella Grande Nube di Magellano, a oltre 160mila anni luce da noi, ed è una supergigante rossa grande duemila volte il Sole in procinto di esplodere come supernova

I DATI INDICANO UNA PREFERENZA PER UN’ENERGIA OSCURA IN EVOLUZIONE

Desi fornisce il miglior test sulla gravità

Grazie al Dark Energy Spectroscopic Instrument (Desi) sono state mappate quasi sei milioni di galassie in 11 miliardi di anni di storia cosmica, e questo ha permesso di studiare come si siano raggruppate nel corso del tempo e di indagare la crescita della struttura cosmica. Questa complessa analisi dei dati del primo anno di Desi fornisce una delle prove più rigorose della teoria della relatività generale di Einstein

LUCE SUI TITANI DELL’ALBA COSMICA

I primi quasar sfidano i limiti della fisica

Scoperte nuove evidenze che spiegano come si siano formati i buchi neri supermassicci nel primo miliardo di anni di vita dell’universo. Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Inaf e pubblicato su Astronomy & Astrophysics, analizza 21 quasar distanti e rivela che questi oggetti si trovano in una fase di accrescimento super veloce, offrendo preziose informazioni sulla loro formazione ed evoluzione, in parallelo con quella delle galassie ospitanti

I DETTAGLI SU FRONTIERS IN PHYSIOLOGY

Nello spazio il cervello rallenta ma non si danneggia

Alcune funzioni cognitive risultano alterate a causa della permanenza nello spazio e dei fattori di stress a questa associati. I compiti che richiedono velocità di elaborazione, memoria di lavoro visiva e attenzione sostenuta risulterebbero, in particolare, rallentati, ma non meno accurati. Una buona notizia, dunque, soprattutto perché si tratterebbe di un rallentamento transitorio che scompare una volta rientrati sulla Terra

IL CAMPO MAGNETICO VIENE EREDITATO DALLA STELLA DI NEUTRONI

La madre dei buchi neri all’origine dei getti

Per la formazione dei getti di un buco nero servono un forte campo magnetico e un disco di accrescimento. Tuttavia, un forte campo magnetico impedisce la formazione del disco e un campo magnetico tale da permettere la formazione del disco non è abbastanza forte da produrre getti. Un gruppo di scienziati ha ora risolto questo impasse, chiamando in causa la “madre” del buco nero. I dettagli su ApJ Letters