The Catcher in the Strewn Field
Calcolare l’area di dispersione dei frammenti di una meteorite anche senza reti di camere all-sky, adottando un semplice modello di frammentazione e partendo dall’orbita dell’asteroide. Dunque in anticipo, fino a 24 ore prima dell’impatto, così da potersi eventualmente recare sul posto ad attenderne la caduta: stando a uno studio guidato da Albino Carbognani dell’Inaf è possibile. Lo abbiamo intervistato
Primi fotoni per il Vera Rubin
Giovedì 24 ottobre, in Cile, il Vera Rubin ha aperto per la prima volta gli occhi al cielo e ha preso la sua prima immagine con una posa di trenta secondi: un test sulla commissioning camera che ha confermato la capacità di puntamento e di messa a fuoco del telescopio. L’Istituto nazionale di astrofisica ha partecipato al traguardo con due inviati sul posto, Gabriele Rodeghiero e Luca Rosignoli
Un oceano sotterraneo per Miranda
Miranda, la più piccola delle lune principali di Urano, sotto la sua pelle ghiacciata potrebbe aver avuto – e forse avere ancora – un vasto oceano d’acqua liquida. A suggerirlo sono i risultati di simulazioni condotte, partendo dalle immagini di Voyager 2, da un team di scienziati guidati dalla Johns Hopkins University. Tutti i dettagli su The Planetary Science Journal
Antichi quasar solitari dalle origini oscure
Un gruppo di astronomi ha analizzato le immagini di cinque antichi quasar riprese da Jwst tra agosto 2022 e giugno 2023. Alcuni di questi sembrano avere pochi vicini cosmici – sono quasar solitari, come li hanno definiti – e per questo stanno sollevando domande su come siano emersi per la prima volta più di 13 miliardi di anni fa. Tutti i dettagli su The Astrophysical Journal
Torturando Ariel
Ha avuto inizio presso gli stabilimenti di Airbus, in Francia, la campagna di test meccanici del modello strutturale di Ariel, il telescopio spaziale dell‘Esa progettato per studiare le atmosfere di oltre mille pianeti extrasolari. L’obiettivo è quello di completare questa prima serie di test entro la fine dell’anno
Un mega idrocarburo nella nube del Toro
È una delle più grandi molecole di idrocarburi policiclici aromatici che siano mai state rilevate nello spazio, la più grande usando osservazioni radioastronomiche. A scoprirla, all’interno della nube molecolare Tmc-1, è stato un team di ricercatori del Mit utilizzando il Green Bank Observatory. Parliamo dell’1-cianopirene: secondo gli scienziati, potrebbe essere responsabile del trasporto di parte del carbonio fornito dalle nubi molecolari ai giovani sistemi planetari