SOLO DUE PIANETI SU 1.546 RISULTANO POTENZIALMENTE ABITABILI

Magnetismo stellare e abitabilità planetaria

Un gruppo di ricercatori guidato dalla Rice University ha studiato gli effetti del magnetismo stellare sulla potenziale abitabilità degli esopianeti. L’indagine si è concentrata sulle interazioni magnetiche tra i pianeti e le loro stelle ospiti, analizzando un campione di 1.546 esopianeti per determinare se le loro orbite si trovassero all’interno o all’esterno del raggio di Alfvén della loro stella. Tutti i dettagli su ApJ

COME L’ATMOSFERA CI PROTEGGE DAI METEOROIDI

Le meteoriti scottano?

Le notizie di cronaca di questi giorni ci inducono a chiarire un aspetto poco noto delle meteoriti: sono corpi incandescenti? Abbiamo calcolato la temperatura di una tipica meteorite partendo dai processi di raffreddamento per conduzione e irraggiamento. Il risultato è che le meteoriti hanno una temperatura di circa 2 °C superiore a quella ambiente, quindi non possono innescare incendi o ustionarvi se le raccogliete subito a mani nude (non fatelo)

SPECIALE JWST IN TECHNICOLOR

Tutti citizen scientist con le immagini di Jwst

Prosegue la nostra esplorazione delle immagini del telescopio spaziale Webb e del percorso che, dai dati “grezzi” raccolti dalle fotocamere di bordo, porta agli sfavillanti panorami del cosmo che hanno già fatto del rivoluzionario osservatorio un’icona pop. In questo terzo episodio, approfondiamo le sfide nell’elaborazione delle immagini, con cui si cimenta sempre più spesso anche la comunità di appassionati

I DISEGNI SUGGERISCONO UNA DURATA REGOLARE DEL CICLO -13

L’eredità di Keplero sui cicli solari

Alcuni disegni di Keplero del 1607, quasi dimenticati, sono stati riesaminati e hanno permesso di ottenere nuove informazioni sui cicli solari prima del minimo di Maunder. Ricreando le condizioni osservative e applicando la legge di Spörer, un gruppo internazionale di ricercatori guidato dalla Università di Nagoya ha collocato le macchie solari del grande astronomo nella coda del ciclo solare -14. I dettagli su ApJ Letters

CON IL COMMENTO DI TERESA FORNARO, PARTICIPATING SCIENTIST DI PERSEVERANCE

Potenziale biofirma in una roccia marziana

Alcune caratteristiche della roccia Cheyava Falls potrebbero indicare la presenza di vita microbica primordiale su Marte, risalente a un’era in cui nell’area esplorata dal rover Perseverance della Nasa scorreva acqua. Gli scienziati stanno prendendo in considerazione tutte le possibili spiegazioni alternative, e per confermare che si tratti effettivamente di tracce di vita passata sono necessarie ulteriori indagini

BOAT, UN LAMPO GAMMA CON LA RIGA

Inedito picco d’energia nel più intenso dei Grb

Un team di giovani ricercatrici e ricercatori di istituti europei, tra cui gli italiani Gssi, Inaf e Infn, ha identificato una particolare caratteristica del lampo di raggi gamma conosciuto come Boat: una riga di emissione, dovuta forse all’annichilimento di materia e antimateria all’interno del getto del Grb. «È la prima riga di emissione che osserviamo in cinquant’anni di studi dei Grb», dice Maria Edvige Ravasio, prima autrice dello studio pubblicato oggi su Science

IL MODELLO FA PREVISIONI OSSERVABILI CON IL PULSAR TIMING ARRAY

Verso la soluzione del problema dell’ultimo parsec

Scoperto da tre ricercatori un legame tra alcuni degli oggetti più grandi dell’universo e quelli più piccoli: i buchi neri supermassicci e le particelle di materia oscura. I loro calcoli rivelano che è possibile superare l’annoso “problema dell’ultimo parsec” e arrivare alla fusione di buchi neri supermassicci considerando il comportamento delle particelle di materia oscura. Tutti i dettagli su Physical Review Letters